CULTURA La città di Canosa di Puglia, vanta le proprie origini fiorenti già a partire VII sec. a.c. nel periodo Dauno e diviene all'epoca Romana e paleocristiana, una città importante per gli scambi commerciali con la capitale. Questo permise a Canosa di svilupparsi non solo economicamente ma anche architettonicamente e ne sono un esempio i resti archeologici ritrovati tra ipogei, chiese, domus:. Alcuni esempi sono mirabili sono l'Ipogeo di Lagrasta del II-III sec. a.c. e la Basilica di San Leucio del III sec d.c., una parte dell'antico acquedotto romano e la via Traiana, nei pressi del territorio di Canosa. La città con la fine dell'impero romano, venne distrutta e saccheggiata, perdendo le tracce di un passato glorioso, sotto le stratificazioni successive.
La città poi si è sviluppata nel medioevo all'epoca federiciana, condividendo la storia con gli altri paesi circostanti, lasciando una città sepoltà. Del periodo medievale ricordiamo il castello, ricostruito, sui resti dell'acropoli romana, da Federico II come punto strategico di controllo del territorio e inserito tra i castelli demaniali.
A partire però dalla fine del XIX sec, alcuni ritrovamenti permisero di portare alla luce resti archeologici di importanza nazionale.
Ancora oggi proseguono gli scavi.
ENOGASTRONOMIA La tradizione gastronomica canosina è fortemente legata alla tradizione contadina: una è la farina di grano arso, più scura di quella normale, dalle umili origini in quanto veniva ottenuta dal grano recuperato dopo la bruciatura e concessa dai proprietari terrieri ai contadini. Da questa tradizione derivano le orecchiette di grano arso nella tradizione culinaria di questo territorio.
Da ricordare il vino denominato Rosso Canosa, prodotto con uva di Troia (detto anche vitigno di canosa) che possiede la denominazione DOC.
EVENTI-DIVERTIMENTO Un evento di particolare interesse, è la rappresentazione del Presepe vivente, manifestazione giunta alla sia 4° edizione, che ha attirato un numero consistente di visitatori per la suggestiva e coinvolgente location: un'area archeologica formata da grotte naturali, in tufo che ricreano l'atmosfera di un piccolo villaggio.
Da non perdere i Riti della settimana Santa, in particolare la Processione della Desolata, durante la quale la statua è preceduta da bambini vestiti da angioletti e seguita da un coro composto da circa 250 ragazze col volto coperto e vestite di nero, alcune scalze, che urlano (alla maniere straziante delle donne).